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Maria di Nazareth, da giovane donna a semidea

Abbiamo introdotto la volta scorsa il concetto della nascita virginale di Gesù da parte di Maria. Questa figura, che trova spazio soprattutto nei vangeli dell’infanzia (cioè le parti dei Vangeli che parlano dell’infanzia di Gesù) ma che si sfuma nelle parti seguenti fino a sparire negli altri scritti del nuovo testamento, diventa con il passare dei primi anni di predicazione cristiana sempre più importante, fino ad acquisire un ruolo da comprimaria accantoa Gesù

Ad onor del vero bisogna dire che ciò che diremo va un po’ fuori dalla trattazione di storia biblica che abbiam fatto fino ad ora dato che il processo di “divinizzazione” della Madonna avviene in un periodo successivo a quello della composizione del nuovo testamento.

Comunque gradualmente il ruolo di Maria in quella che è definita “l’economia della salvezza” per l’umanità cresce e se ne possono individuare alcune tappe fondamentali:

Nel Concilio d Efeso del 431 D.C. le viene dato il titolo di Theotokos (“Madre di Dio”): questa è un’affermazione volta a sottolineare l’unicità della persona di Cristo nelle due nature, umana e divina, quindi riguarda Gesù ma eleva chiaramente Maria ad un livello “sovraumano”.
Il concilio di Costantinopoli, del 553 D.C. sancisce poi la Verginità perpetua: cioè dopo la nascita di Gesù, Maria non ha avuto altri figli, rimanendo sempre vergine prima, dopo e durante il parto.

A metà del 1800 e poi a metà del 1900 vengono proclamati altri due dogmi, più espressamente mariani, l’immacolata concezione (cioè il fatto che Maria sia nata priva di peccato originale; e che cosa sia il peccato originale nel cattolicesimo andatevelo un po’ a vedere, ma che devo fare tutto io?) e l’assunzione (cioè il fatto che Maria subito dopo morta sia risorta, come Gesù, e sia stata portata in cielo subito, prima della fine dei tempi)

Ci sono movimenti all’interno del cattolicesimo che vorrebbero che fosse dichiarata in maniera espressa la funzione attiva di Maria nella salvezza dell’umanità e che quindi dovrebbe essere considerata Corredentrice insieme a Dio e a Gesù Cristo. Quindi se pensavate che fosse esagerato il termine di “divinizzazione” che avevo usato poche righe fa, capirete invece che nella prassi poco ci manca.

Madonna con GesuBasta poi vedere il ruolo che ha la Madonna in tutta la devozione cattolica (e anche ortodossa) per capire che di fatto questo è quello che è accaduto.

Ma come è possibile che in una religione che deriva da un’altra fortemente monoteista, l’ebraismo (almeno nell’epoca della nascita di Gesù oramai lo era assolutamente) si arrivi a divinizzare non solo l’uomo Gesù ma praticamente anche sua madre?

Probabilmente il processo di “paganizzazione” che ha subito il primo cristianesimo (alcuni studiosi dicono per permettere la sua diffusione nell’Impero Romano) ha portato l’influenza di altre figure femminili di divinità che erano presenti nel bacino del mediterraneo.

La Madonna che genera il salvatore sembra accogliere l’archetipo delle dee madri, che generano la vita in continuazione, a volte anche senza altri apporti maschili, in quanto detentrici della capacità intrinseca di generare appunto (come era percepita la terra/Gea nei miti greci).

Forte è poi la somiglianza con altre dee come per esempio Iside, che abbiamo citato anche nel precedente capitolo (VERGINE E MADRE).

Iside genera il figlio Horus senza l’intervento di Osiride, suo sposo. In realtà alcune tradizioni dicono che rimane incinta dopo aver mangiato un pesce che aveva ingoiato il fallo di Osiride ma anche per quanto riguarda la Madonna c’è un importante apporto esterno perchè ci viene detto che la sua gravidanza avviene per opera dello Spirito Santo.

Lo Spirito Santo nella teologia cattolica è sempre Dio (la terza persona della Trinità) e rappresenterebbe un po’ l’aspetto di Dio che esce da se stesso e che si comunica all’esterno (infatti parla per mezzo dei profeti) e rappresenta anche ciò che unisce il Padre e il Figlio sin dall’eternità (il cosiddetto amore intratrinitario) e che essi sembrano scambiarsi in una sorta di moto perpetuo.
Infatti quando Dante lo deve raffigurare nella Divina Commedia lo paragona a “foco che quinci (dal Padre) e quindi (al Figlio) igualmente si spiri (soffi, vada, la Chiesa dirà “procede”)”.

Egyptian art: Enthroned Isis with Horus (Isis lactans). Berlin, Skulpturensammlung und Museum fuer Byzantinische Kunst, Staatliche Museen zu Berlin*** Permission for usage must be provided in writing from Scala.

Quindi sia che si tratti di Dio sotto forma di Spirito Santo, o di un pesce nel caso di Iside o anche per esempio nel caso di Attis, la cui madre rimane incinta dopo aver mangiato un frutto nato da un albero fecondato con il seme di un semidio, c’è un intervento esterno che porta ad una nascita miracolosa, di un uomo eccezionale o di un dio.

La Madonna sembra quindi successivamente assumere i tratti di Iside, ma anche di Cibele, divinità anatolica, venerata come grande madre e di molte altre. Proprio a proposito di Cibele è possibile riferire un interessante aneddoto: Nelle cerimonie funebri che si tenevano in onore durante l’equinozio di primavera, i sacerdoti della dea, i Coribanti, suonavano tamburi e cantavano in una sorta di estasi orgiastica, nel corso della quale alcuni arrivavano ad evirarsi con pietre appuntite. Catullo descrive i coribanti come eunuchi che vestivano da donna. Virgilio riferisce che nei pressi di Avellino, nei luoghi in cui oggi sorge il santuario di Montevergine si trovava un tempio dedicato alla dea. A tal proposito è interessante notare che ancora oggi Montevergine è un luogo di culto per persone omosessuali e transessuali, che ogni anno, in occasione della festa della Candelora, si recano al santuario per accendere una candela in omaggio all’icona bizantina della Madonna che vi è conservata.

Se prendiamo un’altra tradizione lontana dal mediterraneo, quella della Santeria cubana, vediamo che sotto il culto di Maria è celato quello di Yemaya, madre della vita e del mare come fonte prmordiale di vita.

La Vergine Maria quindi sembra aver preso il posto nella “nicchia ecologica” che era occupata precedentemente da tutte queste divinità e ne ha assolto le funzioni. Una bella carriera quindi da giovane di Nazareth a quasi-dea universale. Ciò comunque non ci deve stupire perchè probabilmente il nostro bisogno di divino risponde a degli archetipi fissi che poi noi “incarniamo” in alcuni soggetti a seconda dei tempi e delle culture: in questo caso e per questa funzione di Madre generatrici e accogliente e toccato alla presunta vergine di Nazareth.

Ora basta perchè è stato tutto molto lungo e complesso e penso che sia io sia voi dobbiamo prendere fiato. Alla prossima.

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