playlist azione gay e lesbica

Improbabile, inadatto = Assolutamente favoloso!

Vabbé, diciamocela tutta: nella nostra società ( e forse quasi in tutte) gay, lesbiche, trans, bisex, intersex ecc ecc sono soggetti assolutamente imprevisti. Il mondo eterosessista e patriarcale non prevede soggetti mutanti, devianti, eccentrici, e quasi sempre cerca di fargliela pagare.  Forse tutti /tutte/ tutt* noi ci siamo sentiti prima o poi assolutamente fuori posto, inadatti all’ambiente e al contesto, come un uccello del paradiso in fondo al mare o come una sirena sugli sci. Da lì è scattata una delle radici del gusto CAMP. coltivare l’improbabilità, l’inadeguatezza, il paradosso che si riconosce come tale e si autocelebra. Insomma, se dobbiamo sentirci come un elefante in un negozio di cristalli almeno infiorettiamoci le zanne e mettiamoci un bel rossettone sulle labbra da pachiderma, tanto siamo improbabili comunque! Se ci sentiamo fragili libellule in mezzo a cattivissimi rinoceronti mettiamo su una ghigna da duri, da regine sprezzanti, forse qualcuno ci crederà, magari riusciremo anche ad autoconvincerci.  E quindi qua mettiamo giù una breve playlist di icone dell’improbabile, dello sconcertante, in cui riflettiamo lo sguardo stupito con cui il mondo eterosessista ci osserva. Sorry, non si parla di esibizionismo o di gusto dello scandalo: è l’occhio limitato e limitante del mondo eterosessista che ci proietta su un palcoscenico, e allora dato che ormai ci siamo tanto vale ballare….. o no?

Pete Burns dei Dead or Alive- You spin me round

Era già improbabile quando apparve con il suo eterno hit negli anni 80, con la benda da pirata e il kimono da geisha. Evidentemente non gli bastava, e quindi Pete Burns ha modificato il suo aspetto all’inverosimile, andando avanti e indietro fra il transgenderismo, il cyborg, il tribale. Mentre si trasformava in Cher (altra regina dell’improbabile!) non ha mai voluto abbandonare la definizione di sé al maschile, e se aggiungiamo che è stato sposato con la sua parrucchiera, si è poi unito civilmente a un uomo, ha divorziato anche da lui e poi ci si è rimesso insieme… riconosciamo che Elizabeth Taylor con il suo harem di mariti in realtà era una perbenista. Stona se vi dico che i suoi genitori si erano conosciuti a Vienna e che sua madre era sopravvissuta all’Olocausto? in questo videoclip si alternano tutti i suoi look degli ultimi vent’anni, fate un po’ voi…

Gianna Nannini, “Ballami”

O come è improbabile la Gianna in questo video tanto sperimentale di una canzonetta minore minore degli anni 80! O come l’hanno ingentilita, truccata, anche un po’ spalmata di fard! E ci fa anche sognare il Giappone, che all’epoca era tanto più remoto ed esotico di oggi. Improbabilmente quasi flirta con un atleta nipponico, che assomiglia pericolosamente al giapponese cattivo che si vedeva in tutte le commedie trash italiane fra gli anni 70 e gli anni 80, da Tomas Milian a Bombolo. Sarà lui o non sarà lui? E la Gianna si sarà truccata da sola o l’avranno truccata altri, per esempio frocissimi visagisti privi di ogni ritegno?

Raffaella Carrà- Borriquito

All’epoca non aveva ancora fatto il botto in Spagna e nell’America Latina, qua si era messa un costume da “spagnola” di un carnevale di provincia italiana, ma la scenografia era tanto avanti, e i pupazzoni con chitarra e baffetti da sparviero assai inquietanti. L’abbiamo amata subito perché non si vergognava a fare la baraccona turbo, e sempre con un sorriso sulle labbra e tanto garbo. Tiziano Ferro, che voleva che Raffaella cantasse a casa sua, non era ancora nato…I am text block. Click edit button to change this text. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Raffaella Carrà- A far l’amore comincia tu (in Russia!)

Se le avessero detto che questa canzone poi sarebbe stata riesumata trent’anni dopo da un dj francese per diventare uno hit globale forse non ci avrebbe creduto, o magari sì, chissà! Qua ce la canta addirittura in Russia, davanti alle cupole e ai cannoni del Cremlino, ossia l’arte di essere sempre assolutamente inadatti all’ambiente circostante. Poi la Russia non l’ha tanto amata, le ha preferito Albano e Romina, e riflettendo su quello che è successo dopo in Russia e su quello che succede ora ci rendiamo conto di quanto fosse aliena in quei luoghi una delle supreme icone gay latine e mediterranee.

Britney Spears- Baby one more time

Cioè, vogliamo parlare delle sue treccine e dei suoi gambaletti? Il look da studentessa dodicenne ? E poi cos’altro? Nel gergo degli ambienti gay che frequento la si definirebbe SCIONCHIA ! Tutto bene, per carità, è tutta autodeterminazione. Anche quando vedi gay magari attempati che si identificano completamente in lei, e si fanno rapire dal ritmo di questo poppettino leggero leggero leggero….

Paola e Chiara – Kamasutra

Bene, erano due nanerottole di origine abruzzese ma cresciute a Milano per diventare milanesi al cubo, cantavano canzonette melense e poi…. BOOM! Ce le vediamo in questo video pornosoft, fra sadomaso e accenni lesbo-incestuosi, con la comparsata di Rosalinda Celentano che ancora non aveva fatto coming out, ancora non aveva interpretato Lucifero nella Passione di Cristo di Mel Gibson, ma che comunque un po’ luciferina e abbastanza lesbica lo era già. O che ci azzeccavano Paola e Chiara con tutto questo? E invece il mix funzionava benissimo, e con questa musica pseudoindiana cominciamo a uscire dall’occidente….

Arisa- Ofra

E questo arriva dallo staff di Arisa, gli organizzatori delle serate glbt con musica orientale più famose di Tel Aviv. A fare da superpoliziotte in una Tel Aviv sgarrupata ci sono la transgender Nethanella e la mitica Karmit Matan Tora Bat Perla, la frociarola che tutti vorremmo al nostro fianco nei momenti difficili. Della serie: il mondo non è stato fatto per me, ma io me ne frego e con infinita chutzpah (faccia tosta) vado avanti per la mia strada, fino a quando il mondo non capirà che sono io la vera star…

Asha Bhosle- Dum maro dum

In India negli anni 70 vedevano arrivare orde di fricchettoni e fattoni occidentali alla ricerca delle migliori droghe, del nirvana, di qualche guru, dell’utopia libertaria hippy e forse di tutto quanto insieme. I fuori posto per antonomasia. E come li rappresentavano nel loro cinema? Così come si vede nel video. Scambi di incomprensioni, sguardi esotici al contrario che si sovrappongono, però è importante che funzioni il sound…

Lady Gaga- Bad romance

Lei è sicuramente la regina dei disadattati, dei little monsters, non potevamo non farle omaggio. Ma qua la sua hit rivelatrice esce in versione cinese, cantata da orde di pensionati ridanciani. Un omaggio al suo delirio, un metadelirio camp. Chapeau!

Kyaru Pamyu Pamyu- pon pon pon

Nessun delirio della Gaga è finora arrivato ad eguagliare questo livello di pop trash superplastificato. D’altronde il Giappone di Harajuku, dei cosplayer, dei manga, degli otaku è veramente la terra dei “fuori posto”, rispetto all’Occidente, rispetto all’Asia, rispetto al pianeta terra. E con questa cornucopia di immagini sovrabbondanti, chiccose come nessuna Barbie Girl è mai stata, vi si rimanda alla prossima playlist….

playlist azione gay e lesbica

Le icone controvoglia

E’ difficilissimo definire cosa trasforma un artista (e più spesso un’artista donna) in un’icona gay. La capacità istintiva di riflettere lo sguardo frocio e di permettere l’identificazione del pubblico lgbt con la sua divinità? Il dare voce consapevolmente o meno a sentimenti condivisi dalla comunità queer? L’essere figure trasgressive, oppure tenerissime e protettive? Saper giocare con il travestimento e sovvertire/esasperare i generi? E’ tutto molto misterioso, ma capita a volte di riconoscere da subito le potenzialità iconiche di un nuovo artista che si è appena affacciato sulla scena. Succede che a volte certi personaggi si trasformino in icone gay all’estero, quando diventano diverse, straniere, fuori contesto. Heather Parisi non sarebbe mai stata un’icona gay in California, troppo simile a miliardi di altre ragazze un po’ scionchie, ma in Italia, con il suo accento improbabile, con il suo essere palesemente diversa, è diventata una fata madrina sgambata e cicaleggiante. E Laura Pausini è molto più icona gay nel mondo ispanico che in Italia: fra tante donnone latine tutto fuego e temperamento il suo essere timida, discreta, dolcemente “pissera” l’ha trasformata nella sorella adottiva di tanti e tante gay, lesbiche e trans del Sudamerica. Succede anche che certi personaggi siano consacrati icone gay quando in realtà non amano più di tanto il mondo lgbt, non ne condividono le aspirazioni, sono indifferenti o peggio. Si tratta delle cosiddette icone “controvoglia”, che ovviamente restano controvoglia fino a prova contraria. Quando vedremo queste divinità popolari schierarsi apertamente dalla nostra parte contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia rivedremo completamente il nostro giudizio. Coraggio, non è troppo difficile, Lady Gaga a Roma, Madonna e Laura Pausini in Russia hanno fatto grandi gesti, ma a volte basta anche meno, un’espressione chiara di simpatia, di vicinanza, un po’ stile Arisa, Noemi, Raffaella Carrà…..

Zeki Muren
Prendiamola alla lontana, dal passato della Turchia. Zeki Muren era ovviamente una persona molto ordinaria, il fatto che si presentasse truccato e ingioiellato come una matrona delle zone”bene” di Istanbul era solo un dettaglio, una casualità ininfluente. Non possiamo controllare direttamente per motivi linguistici, ma le nostre fonti turche ci dicono che mai una parola è stata spesa a favore delle istanze lgbt. Pare che avesse molta più simpatia per i militari, ma questo rientra nelle consuete storture dell’omosessualità mediterranea…

Renato Zero
E purtroppo sì, Renato ci ha deluso tante volte: le sue continue svolte reazionarie e le sue dichiarazioni di eterosessualità o quasi da un lato ci hanno sbalordito (all’anima della faccia di bronzo!), dall’altra ci hanno fatto arrabbiare. Poteva essere la statua della Libertà, è diventato una monumentale sagrestia barocca. Qua ce lo vediamo insieme alla Carrà, per sognare come sarebbe potuto essere il mondo…..

Liberace
Michael Douglas ha interpretato la sua vita in modo mirabile nel fim “Behind the Candelabra”, sconvolge che il sobrio ed essenziale pianista italo-polacco-americano si vendesse come etero, eterissimo, e rilasciasse dichiarazioni antigay abbastanza pesanti. Troppa educazione cattolica? Un’altra occasione persa….

Gianna Nannini
Le lesbiche l’hanno amata fino allo sfinimento, l’hanno celebrata, imitata, finanziata, copiata, sognata, desiderata. Da lei sempre un silenzio assordante, non ci risulta che abbia pronunciato spesso la parola LXXXXXA . Si è occupata di balene, di esperimenti nucleari nell’Oceano Pacifico, di Medio Oriente, di qualunque cosa pur di non fare una comparsata gratuita di mezzo minuto in un evento lesbico o gay, neanche per dire che le lelle le stavano simpatiche. Negli ultissimi anni è venuta fuori come pansessuale , e ha fatto qualche dichiarazione vagamente femminista. Giannina, troppo troppo poco! Consoliamoci con la sua canzone più sfacciata…

Paola Turci
Potremmo fare copia – incolla di quello che abbiamo scritto per Gianna Nannini. Diversamente da Gianna pare che adesso, dopo tante vicissitudini e disgrazie che ci hanno tenuto con il fiato sospeso, Paola abbia avuto una svolta religiosa, che in Italia non si nega a nessuno, dalla Controriforma a oggi… Non possiamo dire che fosse un’icona controvoglia, ma ci è sembrata spesso tanto imbarazzata….

Chiara di Paola e Chiara
Una storia assai controversa, prima le due sorelline milanesi/abruzzesi si erano trasformate nelle fatine protettrici di tutti i Pride di Milano, ce le siamo trovate in tante discoteche gaie d’Italia, abbiamo apprezzato i toni camp dei loro video clip pieni di bononi mediterranei e latini, abbiamo osservato le loro allusioni lesbochic….E poi il patatrac! Su Facebook qualcuno scrive che Chiara è lesbica e Chiara non trova niente di meglio da fare che scrivere che il lesbismo le fa orrore e che l’allusione è falsa. Okay, è falsa, sei una frociarola etero, va benissimo, non ti interessano sessualmente le donne, pefetto, ma non è carino associare la parola orrore al mondo lesbico quando sei stata così orgogliosa di partecipare ai Pride… Sinceramente non l’abbiamo capita, poi il duo si è sciolto e abbiamo visto riapparire Chiara come concorrente solista in un talent televisivo. Speriamo tanto che si tratti tutto di un malinteso, e che Chiara, da sola o in duo, torni a stupirci con quei gioiellini pop che restavano in testa per giorni, o anche con qualcos’altro di nuovo e sorprendente

Patti Pravo
Quando le hanno fatto domande sul suoi fans gay ha sempre risposto che lei ha fans di tutti i tipi, che le interessano di più i suoi fans bambini (?) ecc. ecc. Eppure a volte si autocelebra come bionda dea dei froci, come nel bel film greco “Pazza idea”, dove fa anche una comparsata. Snob? Un po’ omofoba? Omofoba per reazione, dopo essere stata circondata da froci fino all’inverosimile? Forse omoofba come potremo esserlo anche noi dopo mesi e mesi di full immersion nell’universo frocio, senza pause. O forse solo divinamente distratta….

Iva Zanicchi
La maggiore delle minori o la minore delle maggiori? Ha ricevuto anche delle onorificenze come personaggio gay friendly e poi è venuta fuori come strenua difensora della famiglia tradizionale a scapito del “resto” (cioè della nostra vita). Opportunismo o convinzione?

Marcella Bella
Lei è proprio convinta, reazionaria ma molto cotonata. Infinitamente parodiata da migliaia di drag queen italiane (e in particolare siciliane….)

Donna Summer
L’imperatrice della discomusic, creata in America dall’immenso produttore Moroder, venerata da orde di frocie discotecare…. o non ci va a convertirsi ad una chiesa reazionaria e a rilasciare dichiarazioni sull’AIDS che non vogliamo neanche ricordare? Da lì il ripudio, tardive smentite non troppo convincenti, una carriera di fatto interrotta…. Eppure i suoi pezzi erano troppo belli, ballabilissimi, e qua ce ne ascoltiamo uno per voce del cantante pop gay più militante che ci sia stato fino ad ora, Jimmy Somerville, coadiuvato da Marc Almond. Alla prossima, sperando che le icone controvoglia partecipino tutte ai prossimi Pride… Non possiamo lasciare far tutto a Lady Gaga….

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