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Diluvi ed altre catastrofi

Passiamo ad un argomento decisamente stuzzicante, anche perché è una di quelle storie della Bibbia più conosciute anche dai “profani” e cioè la narrazione del diluvio universale.

Chi di noi non ricorda la storia di Noè, dell’arca e degli animali messi in salvo? Credo che ce la ricordiamo tutti e che faccia veramente parte del nostro immaginario collettivo.

Quello che magari si conosce meno è il fatto che di diluvio (molto spesso mandato dalla divinità per punire gli uomini) si parla in molte tradizioni religiose.

Per venire ad una tradizione vicina a noi, quella greca ad esempio, assistiamo al diluvio mandato da Zeus per distruggere l’umanità, eccetto i due anziani Deucalione e Pirra che poi ripopoleranno il mondo.

Ma ci sono poi racconti come quello Indù di Manu o anche nella mitologia norrena (ne parla infatti l’Edda di Snorri).

E’ probabile che dietro tutte queste narrazioni ci sia il ricordo ancestrale della salita degli oceani dopo la fine dell’ultima glaciazione ( 12.000 – 10.000 anni fa) ma dato che per noi è interessante il testo biblico, il racconto che ci può essere di stimolo è quello nell’epopea di  Atrahasis, mito sumero, scritto intorno al dicissettesimo secolo A.C., di cui abbiamo traccia anche nell’epopea di Gilgamesh ( successiva e nella quale il protagonista si chiama invece Utnapishtim)

Qui si narra di Atrahasis appunto che viene invitato dal dio Enki (dio dell’acqua) a costruire un’arca per salvarsi dal diluvio che sta per essere mandato dal dio Enlil (dio dell’aria). Atrahasis sale a bordo con famiglia e animali e si salva.

Particolari più interessanti sono contenuti nella versione di Utnapishtim, dove il diluvio è sempre mandato da Enlil e il protagonista è avvertito da Ea (corrispondente a Enki). Viene costruita l’arca e viene salvata la famiglia e gli animali. La pioggia dura 7 giorni e quando tutto finisce l’arca si arena su un monte (non vi ricorda niente?). Utnapishtim per vedere se la terra è tornata praticabile manda in ispezione tre uccelli in successione (colomba, rondine e corvo), più o meno come fa Noè, che manda tre volte una colomba (il corvo solo all’inizio). Per celebrare la fine del diluvio poi Utnapishtim sacrifica agli dei, animali a gruppi di 7.

E’ interessante vedere che nel racconto biblico invece il numero 7 sia quello degli animali puri che vengono fatti salire sull’arca (infatti ne servivano più di 2 appunto per i sacrifici) mentre degli impuri si prende solo una coppia. Questo viene detto al capitolo 7, versetti 2-3 della Bibbia anche se  al capitolo 6, versetti 19-20 si era detto solo due per ogni specie ma abbiamo comunque imparato che la Bibbia non è un capolavoro di coerenza.

Nella Bibbia poi il diluvio ha una durata diversa (40 giorni e 40 notti) ma questo numero è molto significativo dato che in tutti i racconti biblici il 40 ha il significato di “un tempo compiuto, necessario per svolgere un’azione o il compiersi di un evento, cessato il quale si comincia qualcosa di nuovo, per il quale il tempo trascorso è servito da preparazione”.

Basta pensare ai 40 anni del popolo di Israele prima di entrar nella terra promessa, i 40 giorni di digiuno di Gesù prima di iniziare il suo ministero, i 40 giorni di permanenza di Gesù risorto con i discepoli prima di ascendere al cielo per trasmettere loro tutta la conoscienza necessaria.

Quindi la narrazione biblica (che è di molto successiva a questi racconti) potrebbe aver attinto (come al solito) dal mito sumero/babilonese che a sua volta avrebbe avuto origine dal tentativo di spiegare la rapida risalita delle acque del bacino del Mar Nero, oltre 7 millenni fa, a causa della rottura della diga naturale costituita dallo stretto del Bosforo (sempre successivamente alla fine della quarta glaciazione, come detto precedentemente). Questa sembra essere la zona di origine della popolazione sumera che portò queste memorie fino in mesopotamia, dove si stabilì successivamente.

Delusi? Pensavate che almeno il diluvio fosse un racconto originale? Sono veramente desolato se vi ho causato questo disagio. Per rimediare almeno in parte proverò a ripristinare il nostro giochino delle domande (so che vi mancavano):

1) Quali animali potevano mangiare Noè e la sua famiglia sull’arca? (Unicorni(infatti si sono estinti),  un po’ di quelli impuri, tanto…, nessun animale)

2) Quanti figli aveva Noè? (uno, tre, un sacco)

3) Noè era imparentanto con il famoso Matusalemme? (No, Sì era il nipote, Si conoscevano ma non si stimavano)

A presto.

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