Vergine e madre

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Come ben sappiamo uno dei personaggi principali del cristianesimo (e del cattolicesimo in particolare) è Maria la madre di Gesù, della quale si dice che concepì il figlio pur rimanendo vergine, per opera dello Spirito santo.

Tra gli scritti del Nuovo Testamento, il concepimento verginale di Gesù è riferito da due Vangeli, il Vangelo di Matteo e ilVangelo di Luca. Il Vangelo di Matteo dice:

“E Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l’angelo del Signore gli aveva comandato e prese con sé sua moglie; ma egli non la conobbe, finché ella ebbe partorito il suo figlio primogenito, al quale pose nome Gesù” (Matteo 1,24-25).

Il Vangelo di Luca dice invece:

E Maria disse all’angelo: “come avverrà questo, perché io non conosco uomo?” E l’angelo rispondendo: “lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti adombrerà: pertanto, il santo che nascerà da te sarà chiamato figlio di Dio” (Luca 1,34-35).

 

Negli altri vangeli, Marco e Giovanni, non si parla di nascita virginale (questi due vangeli non parlano peraltro dell’infanzia di Gesù) e il concetto di vergine e madre pare essere sconosciuto anche dagli altri scritti del nuovo testamento.

 

Per i cristiani la profezia principale che parla della nascita miracolosa di Gesù si troverebbe nel seguente passo del Vecchio Testamento:
“In quei giorni, il Signore parlò ad Acaz: “Chiedi un segno dal Signore tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure lassù in alto”. Ma Acaz rispose: “Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore”. Allora Isaia disse: “Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare la pazienza degli uomini, perché ora vogliate stancare anche quella del mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele, cioè Dio-con-noi”(Isaia 7, 10-14).

Questo passo però è sempre stato punto di controversia fra cristiani ed ebrei; sono in particolare oggetto di disputa la traduzione dell’ebraico almah con “vergine”, nonché il fatto che si tratti effettivamente di una profezia riferita al Messia. Il termine almah di per sé indica una “giovane donna” non necessariamente vergine, ma nella Versione dei Settanta (che sarebbe l’antica traduzione della Bibbia in greco) è reso con παρθένος (parthenos), che spesso indica una vergine.

 

Studiosi ebrei sostengono che il Vangelo di Matteo, che voleva convincere gli ebrei che Gesù era il Messia, ha interpretato male i riferimenti dell’Antico Testamento. In particolare, viene contestato che la profezia di Isaia citata da Matteo si riferisca a Gesù; è opinione degli studiosi ebrei che essa si riferisca invece a Ezechia, figlio del re Acaz, oppure ad uno dei figli dello stesso Isaia. Gli Ebrei, infatti, rimproveravano ai primi cristiani di citare le profezie fuori contesto (un po’ come fanno oggi i cristiani con i Testimoni di Geova, ma a quanto pare la storia si ripete).

 

Come mai allora emerge questa idea di una nascita miracolosa per il Messia dei cristiani? E’ vero che altre nascite particolari sono presenti nella Bibbia (sia Sara, la moglie di Abramo e la madre di Giovanni Battista partoriscono pur essendo sterili, ad esempio), ma quella di Gesù pare essere più riconducibile all’archetipo dell’eroe, del salvatore, che è eccezionale anche nel momento del suo concepimento e nella nascita. E’ probabile che i miti pagani del bacino del mediterraneo abbiamo avuto grossa influenza per costruire il personaggio mitico intorno alla figura storica di Gesù ebreo, che già pochi anni dopo la morte si stava sbiadendo, lasciando il passo ad una complessa costruzione mitologica che porterà in poco tempo addirittura ad una sua divinizzazione.

 

Sulla costruzione della divinità di Gesù torneremo in seguito (essendo un processo un po’ complesso), per adesso ricordiamo i vari eroi che con il nostro amico palestinese hanno condiviso nascite miracolose.

Devaki, madre di Krishna
Ceres, madre di Osiride
Maia, madre di Sakia
Celestina, madre di Zunis
Chimalman, madre di Quexalcote
Minerva, madre del Bacco greco
Semele, madre del Bacco egiziano
Nana, madre di Attis
Alcmene, madre di Eracle (Ercole)
Shing-Mon, madre di Yu
Iside, madre di Horus
Avevamo iniziato parlando di Maria, ma se ci pensate bene, la sua figura è rimasta un po’ marginale al nostro ragionamento. Per lei, che da giovane ragazza palestinese si è ritrovata elevata quasi al rango di una semidea, necessita una puntata a parte (forse proprio la prossima).

 

Ci siamo un po’ dilungati quindi darei velocemente le soluzioni ai quesiti della volta scorsa:

1) Non potevano mangiare animali, all’inizio della storia, secondo la Bibbia, l’uomo è vegetariano. Proprio dopo il diluvio Dio toglierà il divieto di mangiare la carne.
2) I figli di Noè erano tre (questa era facile dai) Sam, Cam e Jafet, che diedero origine ai differenti gruppi etnici esistenti sulla Terra.
3) Sì era il nipote, se si stimassero o no questo non è dato sapere.

A presto 🙂

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