Le icone controvoglia

playlist azione gay e lesbica

E’ difficilissimo definire cosa trasforma un artista (e più spesso un’artista donna) in un’icona gay. La capacità istintiva di riflettere lo sguardo frocio e di permettere l’identificazione del pubblico lgbt con la sua divinità? Il dare voce consapevolmente o meno a sentimenti condivisi dalla comunità queer? L’essere figure trasgressive, oppure tenerissime e protettive? Saper giocare con il travestimento e sovvertire/esasperare i generi? E’ tutto molto misterioso, ma capita a volte di riconoscere da subito le potenzialità iconiche di un nuovo artista che si è appena affacciato sulla scena. Succede che a volte certi personaggi si trasformino in icone gay all’estero, quando diventano diverse, straniere, fuori contesto. Heather Parisi non sarebbe mai stata un’icona gay in California, troppo simile a miliardi di altre ragazze un po’ scionchie, ma in Italia, con il suo accento improbabile, con il suo essere palesemente diversa, è diventata una fata madrina sgambata e cicaleggiante. E Laura Pausini è molto più icona gay nel mondo ispanico che in Italia: fra tante donnone latine tutto fuego e temperamento il suo essere timida, discreta, dolcemente “pissera” l’ha trasformata nella sorella adottiva di tanti e tante gay, lesbiche e trans del Sudamerica. Succede anche che certi personaggi siano consacrati icone gay quando in realtà non amano più di tanto il mondo lgbt, non ne condividono le aspirazioni, sono indifferenti o peggio. Si tratta delle cosiddette icone “controvoglia”, che ovviamente restano controvoglia fino a prova contraria. Quando vedremo queste divinità popolari schierarsi apertamente dalla nostra parte contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia rivedremo completamente il nostro giudizio. Coraggio, non è troppo difficile, Lady Gaga a Roma, Madonna e Laura Pausini in Russia hanno fatto grandi gesti, ma a volte basta anche meno, un’espressione chiara di simpatia, di vicinanza, un po’ stile Arisa, Noemi, Raffaella Carrà…..

Zeki Muren
Prendiamola alla lontana, dal passato della Turchia. Zeki Muren era ovviamente una persona molto ordinaria, il fatto che si presentasse truccato e ingioiellato come una matrona delle zone”bene” di Istanbul era solo un dettaglio, una casualità ininfluente. Non possiamo controllare direttamente per motivi linguistici, ma le nostre fonti turche ci dicono che mai una parola è stata spesa a favore delle istanze lgbt. Pare che avesse molta più simpatia per i militari, ma questo rientra nelle consuete storture dell’omosessualità mediterranea…

Renato Zero
E purtroppo sì, Renato ci ha deluso tante volte: le sue continue svolte reazionarie e le sue dichiarazioni di eterosessualità o quasi da un lato ci hanno sbalordito (all’anima della faccia di bronzo!), dall’altra ci hanno fatto arrabbiare. Poteva essere la statua della Libertà, è diventato una monumentale sagrestia barocca. Qua ce lo vediamo insieme alla Carrà, per sognare come sarebbe potuto essere il mondo…..

Liberace
Michael Douglas ha interpretato la sua vita in modo mirabile nel fim “Behind the Candelabra”, sconvolge che il sobrio ed essenziale pianista italo-polacco-americano si vendesse come etero, eterissimo, e rilasciasse dichiarazioni antigay abbastanza pesanti. Troppa educazione cattolica? Un’altra occasione persa….

Gianna Nannini
Le lesbiche l’hanno amata fino allo sfinimento, l’hanno celebrata, imitata, finanziata, copiata, sognata, desiderata. Da lei sempre un silenzio assordante, non ci risulta che abbia pronunciato spesso la parola LXXXXXA . Si è occupata di balene, di esperimenti nucleari nell’Oceano Pacifico, di Medio Oriente, di qualunque cosa pur di non fare una comparsata gratuita di mezzo minuto in un evento lesbico o gay, neanche per dire che le lelle le stavano simpatiche. Negli ultissimi anni è venuta fuori come pansessuale , e ha fatto qualche dichiarazione vagamente femminista. Giannina, troppo troppo poco! Consoliamoci con la sua canzone più sfacciata…

Paola Turci
Potremmo fare copia – incolla di quello che abbiamo scritto per Gianna Nannini. Diversamente da Gianna pare che adesso, dopo tante vicissitudini e disgrazie che ci hanno tenuto con il fiato sospeso, Paola abbia avuto una svolta religiosa, che in Italia non si nega a nessuno, dalla Controriforma a oggi… Non possiamo dire che fosse un’icona controvoglia, ma ci è sembrata spesso tanto imbarazzata….

Chiara di Paola e Chiara
Una storia assai controversa, prima le due sorelline milanesi/abruzzesi si erano trasformate nelle fatine protettrici di tutti i Pride di Milano, ce le siamo trovate in tante discoteche gaie d’Italia, abbiamo apprezzato i toni camp dei loro video clip pieni di bononi mediterranei e latini, abbiamo osservato le loro allusioni lesbochic….E poi il patatrac! Su Facebook qualcuno scrive che Chiara è lesbica e Chiara non trova niente di meglio da fare che scrivere che il lesbismo le fa orrore e che l’allusione è falsa. Okay, è falsa, sei una frociarola etero, va benissimo, non ti interessano sessualmente le donne, pefetto, ma non è carino associare la parola orrore al mondo lesbico quando sei stata così orgogliosa di partecipare ai Pride… Sinceramente non l’abbiamo capita, poi il duo si è sciolto e abbiamo visto riapparire Chiara come concorrente solista in un talent televisivo. Speriamo tanto che si tratti tutto di un malinteso, e che Chiara, da sola o in duo, torni a stupirci con quei gioiellini pop che restavano in testa per giorni, o anche con qualcos’altro di nuovo e sorprendente

Patti Pravo
Quando le hanno fatto domande sul suoi fans gay ha sempre risposto che lei ha fans di tutti i tipi, che le interessano di più i suoi fans bambini (?) ecc. ecc. Eppure a volte si autocelebra come bionda dea dei froci, come nel bel film greco “Pazza idea”, dove fa anche una comparsata. Snob? Un po’ omofoba? Omofoba per reazione, dopo essere stata circondata da froci fino all’inverosimile? Forse omoofba come potremo esserlo anche noi dopo mesi e mesi di full immersion nell’universo frocio, senza pause. O forse solo divinamente distratta….

Iva Zanicchi
La maggiore delle minori o la minore delle maggiori? Ha ricevuto anche delle onorificenze come personaggio gay friendly e poi è venuta fuori come strenua difensora della famiglia tradizionale a scapito del “resto” (cioè della nostra vita). Opportunismo o convinzione?

Marcella Bella
Lei è proprio convinta, reazionaria ma molto cotonata. Infinitamente parodiata da migliaia di drag queen italiane (e in particolare siciliane….)

Donna Summer
L’imperatrice della discomusic, creata in America dall’immenso produttore Moroder, venerata da orde di frocie discotecare…. o non ci va a convertirsi ad una chiesa reazionaria e a rilasciare dichiarazioni sull’AIDS che non vogliamo neanche ricordare? Da lì il ripudio, tardive smentite non troppo convincenti, una carriera di fatto interrotta…. Eppure i suoi pezzi erano troppo belli, ballabilissimi, e qua ce ne ascoltiamo uno per voce del cantante pop gay più militante che ci sia stato fino ad ora, Jimmy Somerville, coadiuvato da Marc Almond. Alla prossima, sperando che le icone controvoglia partecipino tutte ai prossimi Pride… Non possiamo lasciare far tutto a Lady Gaga….

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