La creazione, un racconto originale? 1/2

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In tutte le culture esistono miti che spiegano come l’universo ed il mondo siano stati creati (alcune credono anche che siano eterni e che quindi non ci sia un inizio) e provano anche a dare risposte sul perchè tale creazione sia avvenuta.
La Bibbia non è da meno e nel suo primo libro, la Genesi appunto, si legge come Dio abbia creato tutto l’esistente. Per essere più precisi i primi 11 capitoli vogliono dare tutta una serie di spiegazioni su una serie di domande fondamentali: come il mondo fu creato appunto, come fu creato l’uomo, perchè esiste la morte e la malattia, perché gli uomini parlano lingue diverse tra loro ecc.
Ma la domanda che ci facciamo oggi è soprattutto se ciò che ci viene raccontato nella Bibbia sia una spiegazione originale di come tutto ebbe inizio oppure no.
Per rispondere a questo leggiamo i primi capitoli di Genesi:

[1]In principio Dio creò il cielo e la terra. [2]Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.

[3]Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. [4]Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre [5]e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.

[6]Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». [7]Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne.[8]Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno

 

Il seguito lo lascio a voi, noi concentriamoci sui primi due versetti che sembrano essere più il “cappello introduttivo” del racconto che l’inizio stesso, infatti alcune traduzioni riportano “Quando Dio creò il cielo e la terra, la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso….”
E’ quindi la constatazione del fatto che esisteva uno stato di caos al quale Dio comincia a porre rimedio. Il caos è rappresentato dalle tenebre, l’abisso e la terra informe.
Dio allora comincia a “creare” (il verbo ebraico è “bara”, che in seguito acquisirà il significato di “creare dal nulla” ma che ha anche il significato di “modellare” ed è infatti utilizzato anche quando Dio “crea” , “modella” l’uomo dalla creta e non dal nulla quindi) e crea essenzialmente mettendo ordine, “separando” le acque (elemento caotico per eccellenza) per mezzo del cielo, facendo emergere la terra  e separando la luce dalle tenebre.

Se andiamo a esaminare il testo babilonese dell’ Enuma Elish  (altro mito cosmogonico della creazione) che risale al dodicesimo secolo A.C.  (i primi capitoli di Genesi con molta probabilità sono del VII – VI secolo A.C.), assistiamo alla lotta del dio Marduk contro i giganti primordiali caotici Apsu e Tiamat, che rappresentano la massa acquorea preesistente a tutto;  in particolare Tiamat è l’acqua salata.
L’Enuma Elish è una rappresentazione molto suggestiva della creazione che avviene con una battaglia tra le divinità e veniva letta durante le celebrazioni del capodanno babilonese.

In molte altre mitologie la creazione è essenzialente spiegata come una lotta fra le divinità più antiche (che rappresentano il caos) e la generazione di dei più nuova (spesso la terza generazione, rappresentativi degli uomini che dominano la natura ostile)

Vediamo infatti Zeus contro i titani, gli dei norreni contro i giganti di ghiaccio e fuoco Ymir e Surtur e molti altri.
A questo punto farei uno stop e vi do appuntamento alla prossima parte, con l’impegno però di cercare nel frattempo questi testi che sono veramente di facile reperibilità.

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