La creazione – Un racconto originale? 2/2

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Eravamo rimasti alla rappresentazione della creazione fatta nell’Enuma Elish, quindi andiamo un po’ a vedere come va a finire.
Marduk vince lo scontro e sventra i due giganti (“separa” quindi), divide le acque sotto e sopra il cielo (come Jahwèh quindi), fa emergere la terra e crea l’umanità.
E’ interessante vedere che anche nei miti cosmogonici egizi all’inizio di tutto ci sia una emersione della terra da una massa acquorea informe a caotica.
Per gli egizi la massa acquorea primordiale si chiamava Nu e da questa emerge il dio Atum che si erge sul primo tumulo di terra detto “Ta-Tenen. In altre versioni dove la divintà principale è Ptah (dio collegato all’elemento terrestre al contrario di Atum che è collegato al sole), egli è identificato con Ta-Tenen stesso.
Indipendentemente dalle versioni comunque c’è sempre una divisione delle acque, una emersione della terra, un confinamento delle acque al di sopra del cielo (sia per i babilonesi che per gli antichi ebrei ed egizi: il cielo impediva che le acque “di sopra” ricadesseto sulla terra e riportassero tutto nel caos iniziale).
Invito tutti e tutte ad una consultazione di questi miti cosmogonici che (ci eravamo dati l’impegno la volta scorsa, no?) che nel frattempo avete sicuramente recuperato e risulterà abbastanza chiaro che sono stati la base su cui gli autori di Genesi hanno impostato il loro racconto, adattandolo alle loro esigenze di rappresentare un Dio unico, creatore di tutto l’esistente e soprattutto dell’umanità.
E’ comunque interessante vedere come tracce di questa visione caotica e “malvagia” della massa acquorea primordiale (Teom per gli ebrei – Tiamat, come abbiamo detto, per i babilonesi) siano rimaste anche nei racconti biblici successivi.
Si rileverà spesso una dicotomia tra il collegamento al bene dell’acqua dolce e il collegamento al male del mare salato, sede di mostri (nella Bibbia si parla del Leviatano, che un po’ alla Tiamat babilonese somiglia).
Non è un caso che nei “cieli e terra nuova” che ci saranno dopo il giorno del giudizio il mare non esista più.
“Apocalisse 21
1 Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più. 2 Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo ….
Allora per concludere possiamo dire che non ci pare un racconto originalissimo anche se comunque èun bel tentativo di spiegare le cose in modo da difendere la nuova impostazione monoteista che ormai nel periodo monarchico e in quello post- esilico aveva preso definitivamente campo.
Solo un’ultima cosa vorrei farvi notare: nelle mie consultazioni dei manoscritti pnacotici ho avuto modo di leggere un antico testo apocrifo, “L’apocalisse degli arcangeli” in cui la storia del mondo ed il suo destino sono fatti narrare dagli angeli più vicini a Dio stesso.
In un passo un po’ rovinato si legge “ Io, Michele (l’arcangelo) ero con il Signore, quando con le sue mani prese l’abisso (la Teom) e la sventrò ………. pose il cielo a dividere …… perché più ritornasse ……
E’ incredibile ma in questo testo il caos primordiale è in qualche modo personificato e somiglia in modo impressionante alla Tiamat babilonese.
Va bene spero che questa parte sulla creazione sia stata interessante, vediamo se lo sarà anche quella sui vari diluvi…

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