Il Dio sole/o

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Può essere interessante esaminare come il concetto di Dio unico si sia fatto spazio nel popolo ebraico dato che, come abbiamo visto la volta scorsa, è molto probabile che per molti secoli sia stato politeista o monolatra (cioè che concepisse l’esistenza di più divinità ma che ne ritenesse una la più grande ed unica a dover essere adorata).
Può essere interessante notare come uno dei nomi di Dio, Adonai (Il Signore), sia decisamente simile a quello di Aton, il dio Sole egizio che fu imposto come dio unico dal faraone Akhenaton (regnante probabilmente tra il 1350 – 1333 A.C.)
Ricordiamoci che l’Esodo (l’uscita degli ebrei dall’Egitto) è posto in genere tra il 1250-1230 a.C, quindi il popolo ebraico aveva conosciuto il culto di Aton.
Si è ipotizzato che Mosè (la figura biblica che avrebbe guidato gli ebrei fuori dall’Egitto per portarli verso la terra promessa, la Palestina) fosse in realtà egiziano e sacerdote di Aton; a lui quindi andrebbe il merito di aver introdotto l’idea di una divinità unica con caratteristiche decisamente diverse dalla divinità originariamente adorata dal popolo ebraico.
Si tratterebbe di un creatore universale, dolce e misericordioso, lontano anni luce dal dio rancoroso che conosciamo leggendo alcune parti del cosiddetto Vecchio Testamento; decisamente più lontano poi se lo paragoniamo a Yahvéh, dio della guerra cananeo.
E’ possibile che le due idee di divinità abbiano convissuto a lungo nel popolo ebraico e siano state sintetizzate solo successivamente, in periodo monarchico (come abbiamo detto nella puntata scorsa) e soprattutto durante l’esilio a Babilonia, dopo la deportazione che segue la conquista del regno di Giuda da parte dei Babilonesi (587 A.C.). E’ un momento di grave crisi per tutto l’impianto religioso ebraico: il regno bendetto da Dio finisce e Gerusalemme con il suo tempio (casa di Dio) viene distrutta.
Come conciliare tutto questo con l’idea di un dio più potente di tutti gli altri dei, che veglia sulla nazione che si è scelto, se proprio questa nazione viene distrutta?
Ecco allora che l’immaginazione dei teologi viene in soccorso (pur di sostenere il culto a cui ci si ispira si arriva a negare anche la più palese evidenza): Dio, pur rimanendo il dio del popolo ebraico, in un certo senso si emancipa, acquista caratteristiche cosmiche, viene identificato con un dio unico e creatore che sta al di sopra di tutto. Gli altri dei non ci sono più, quindi non c’è nessuno con cui debba confrontarsi, lui è sempre il vincitore e se per caso il suo popolo ha perso e versa in disgrazia è solo perché lui ha voluto punirlo per la sua infedeltà e i suoi peccati (della serie comunque vada, la rigiro come più mi torna comoda).

…segue la prossima volta, altrimenti il discorso si fa troppo lungo. Voglio comunque darvi le risposte ai quesiti della volta scorsa:
1)Trabocchetto!! La Trinità non è presente né come nome né come concetto nel Nuovo Testamento. Poi se si vuole dire che leggendo fra le righe la si può trovare (tirata per i capelli però, eh!), allora si può dire veramente di tutto anche che sono alto, prestante e che somiglio a Johnny Depp (tanto la foto non l’ho messa)
2) Il testo non lo dice però pare che fosse montone alla samaritana (coi datteri)
3) Anche questa era un trabocchetto perché pare che San Paolo cadde all’indietro, almeno a quanto dice San Barnaba il Penitente nel suo “De sanctorum vulneribus et aliis contusionibus” (Sulle ferite dei santi e altre contusioni).

Nuove domande:
1) Quanto dura l’acqua alta del diluvio universale? (40 giorni – 150 giorni – più o meno come a Venezia)
2) Quante coppie di animali puri Noè porta nell’arca (2 – 7 – va a simpatia)
3) Nella Genesi Dio crea la luce prima del sole e delle stelle. Da dove veniva quella luce allora? (da una fonte provvisoria tipo le lampade del Silmarillion di Tolkien – si era confuso – una domanda più facile no, eh!?)

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