primarie 2010

AGL SULLE PRIMARIE

IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2010
Siamo in tempo di primarie, si scelgono i/le candidati/e alla carica di Consigliere Regionale in Toscana.
Per chi ha intenzione di partecipare alle primarie, e si trova a votare nella circoscrizione di Firenze, vorremmo segnalare due nomi, in ordine alfabetico:

-Alessia Ballini (Partitro Democratico), già assessora alla Provincia di Firenze, una delle fondatrici del nostro circolo, militante nel Movimento Gay e Lesbico per molti anni.
-Alessia Petraglia (Sinistra Libertà Ecologia), già consigliera regionale, esponente dell’Arci Provinciale e da sempre vicina alle tematiche espresse dal Movimento in generale e da Azione Gay e Lesbica in particolare.

Sia chiaro che con questo comunicato Azione Gay e Lesbica, da sempre associazione politica indipendente dai partit, sta semplicemente segnalando, a chi avrebbe intenzione di partecipare comunque alle elezioni primarie, i nomi di due donne che sono state vicine e lo sono tuttora alle tematiche della laicità, della lotta alle discriminazioni e alla valorizzazione dei movimenti e dell’associazionismo.

Azione Gay e Lesbica

no diritti civili

IL PAESE DEL MINIMO

comunicato di Azione Gay e Lesbica Firenze
Nel paese del minimo siamo a sotto zero.
L’Italia si è rivelata ancora una volta il paese del minimo:
minimo rispetto per gay, lesbiche e trans
minime garanzie sociali per ogni donna e ogni uomo
minima memoria storica
minima difesa della laicità delle istituzioni
In questo paese del minimo un provvedimento legislativo, definito dai mass-media “anti-omofobia”, un provvedimento discutibile, svuotato di contenuto, ambiguo, era stato comunque proposto come simbolo di una qualche forma di impegno della politica di palazzo contro la violenza fisica e psicologica sperimentata da lesbiche e gay. Le persone trans, per la loro visibilità sociale forse perturbante per tanti e tante – o forse perché le tante straniere tra loro devono continuare ad essere criminalizzate sulle strade e rinchiuse nei CIE – erano già state escluse dai benefici minimi di questa legge che comunque non era mai stata la realizzazione di un progetto o di un desiderio di Azione Gay e Lesbica.
Ovviamente averla proposta, averla contrattata con le destre (fino a Casa Pound) ha prodotto un ulteriore spostamento a destra, un ulteriore passo contro la libertà, l’autodeterminazione e la possibilità di “sopravvivere” per lesbiche, gay e trans.
E ci indignano ancora, ma purtroppo non ci meravigliano, le motivazioni con cui è stato definito incostituzionale il provvedimento.
“La disposizione” – si legge nella questione pregiudiziale a prima firma di Michele Vietti approvata dall’Aula – viola il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione con riferimento al canone della ragionevolezza in quanto l’inserimento tra le circostanze aggravanti comuni previste dall’articolo 61 del codice penale della circostanza di aver commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento sessuale ricomprende qualunque orientamento ivi compreso incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia, masochismo ecc.ecc….”

In questo paese del minimo le destre clericali, neofasciste e omofobe ci rigettano ancora una volta in faccia il loro odio politico, ci urlano che per loro il rapporto fra due donne lesbiche o due uomini gay è uguale al rapporto con un coccodrillo o con un cadavere, che una sessualità libera e consapevole fra due persone adulte e consenzienti se non rientra nei canoni della tradizione italico cattolica patriarcale è equivalente a uno stupro o a un abuso, ci ripetono che non dovremmo esistere, per lo meno non dovremmo essere né libere/liberi/liber* né felici.
E invece, anche in questo paese del minimo, noi esistiamo e continuiamo testardamente, a partire dalla nostra esperienza di stranieri/e/* in “patria”, ad immaginare e a cercare di costruire una società inclusiva e rispettosa, che si opponga ad ogni forma di violenza, razzismo, sessismo e persecuzione.
Continueremo a farlo nonostante Vietti, nonostante la Binetti e tutta l’Opus Dei che attraverso di lei chiude questo paese del minimo nella sua camicia di forza, nonostante un centro-sinistra imbelle, muto o opportunista, nonostante una destra che si spaccia per postmoderna ma che, molto radizionalmente, continua ad oporre violenza ai nostri percorsi di liberazione individuali e collettivi, nonostante il delirio di alcuni/e autonominati/e rappresentanti del movimento glbt che cercano di venire a patti con questa destra bugiarda, magari sulla pelle degli ultimi e delle ultime, ivi compresi gay immigrati, lesbiche straniere, trans terzomondiali.
Continueremo a farlo, a non lasciarci ridurre al ruolo di vittime, a costruire la nostra autodeterminazione.
Il minimo è ripetere la verità, il minimo è ricordare.
Azione Gay e Lesbica

Via Pisana 32/34r CAP 50143 Firenze

Telefono e Fax 055 220 250

tok concerto omofobo

PROTESTA ANCHE TU !

CONCERTO DI REGGAE OMOFOBO A ROMA !
Protesta anche tu !
Scrivi a
radiopop@radiopopolare.it
onelove@onelovehp.com
info@brancaleone.it
AL “BRANCALEONE” DI ROMA, da Azione Gay e Lesbica Firenze

Da tempo riceviamo le vostre comunicazioni sugli eventi da voi organizzati nel vostro spazio romano. Ci fa piacere essere informati/e/* sulle vostre attività, anche se fisicamente siamo a Firenze e ovviamente non possiamo partecipare a tutto. Ci è arrivata oggi una comunicazione da un’associazione glbt romana,
dove ci si informa che presso il Brancaleone si esibiranno giovedì 24 febbraio i T.O.K, guardando il vostro sito abbiamo avuto purtroppo conferma. Anche i T.O.K., come tanti esponenti della musica reggae, purtroppo, non hanno trovato niente di meglio da fare che incidere una canzone in cui si incita all’omicidio dei gay, “CHI CHI MAN”. Sappiamo che non è agevole capire il patois giamaicano (anche noi non ne capiremmo granché, se non ce lo spiegassero in internet gay e lesbiche giamaicani che son dovuti scappare dalla loro isola per scampare alla violenza omofobica creata anche da gruppi come i TOK), sappiamo che per la stragrande maggioranza degli spettatori tutto questo non significa granché, ma è pesante riscontrare ogni volta che si pensa che questa sia una questione marginale, si scusano l’omofobia e la misoginia urlati da gruppi come i TOK come una pittoresca caratteristica della cultura giamaicana ecc.ecc. No, non ci siamo, la violenza omofobica, lesbofobica e transfobica è la stessa e va combattuita sotto ogni cielo, dalla Giamaica alla Russia, dal Pakistan al Guatemala, dalle periferie di Roma a quelle di Mumbai, Firenze, Zurigo, Shanghai. Non ci sono scuse, qua si tratta di una bieca operazione nazista di creazione del capro espiatorio, sulla base di deliri religiosi fondamentalisti e razzismo biologico, quando si afferma che l’omosessualità è abominio al cospetto di Jah o che l’omosessualità è un vizio bianco da estirpare dall’eterissima Giamaica nera. I/le rifugiati/e gay e lesbiche giamaicani/e, che si son trovati a sopravvivere alla meno peggio nei bassifondi d’Inghilterra, ringraziano i TOK o Buju Banton o quanti altri che o fomentano l’odio contro di loro oppure lo manipolano per creare consenso.
In realtà, a parte il sound, da questo punto di vista le analogie con la scena nazirock sono tante.
Per favore, non fate finta di niente, sappiamo tutti e tutte che l’arte non è neutrale, che c’erano grandi artisti dalla parte del nazismo, del fascismo, di ogni totalitarismo, ma non certo in virtù della loro arte cessavano di essere complici. Non fatevi complici anche voi, per favore.
Azione Gay e Lesbica Firenze

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