MANIF POUR TOUS, AGAIN!?

CONVEGNO MANIF POUR TOUS A FIRENZE 29 MAGGIO

Vi ricordate la manifestazione del 19 gennaio FUORI L’OMOFOBIA E LA TRANSFOBIA DA PALAZZO VECCHIO!, evento di protesta che ci ha vist* in piazza contro un convegno di Manif Pour Tous, un’espressione della destra clericale che contesta la legge contro l’omo-transfobia? (qui le foto) Bene, sono tornat*, o più probabilmente non hanno o mai smesso di lavorare per i loro obiettivi.

Nel mirino stavolta c’è, in particolare, un progetto contro l’omofobia, la transfobia e il bullismo promosso dalla Rete Lenford Avvocatura per i diritti LGBT e realizzato nel 2013-2014 con il sostegno della Regione Toscana e la collaborazione di svariate realtà associazionistiche, fra cui Azione Gay e Lesbica.

Manif pour tous ha lanciato una campagna d’allarme sui quotidiani di destra e cattolici (trovate gli articoli a fine pagina) e attraverso tutti i social media, i cui cavalli di battaglia sono le affermazioni che il progetto sia “in realtà lo strumento con cui si vogliono ‘educare’ le giovani coscienze dei nostri bambini e dei nostri ragazzi alla ideologia Gender” e l’invito ai genitori e tutti a “chiedere alla Regione Toscana di ritirare e comunque di sospendere immediatamente il progetto… in quanto concretamente in grado di arrecare danni irrimediabili alla sfera psichica ed emotiva dei bambini, preannunciando, in caso contrario…ogni iniziativa possibile a tutela del diritto/dovere dei genitori di educare i propri figli”.

Nel frattempo il gruppo consiliare Nuovo Centro Destra ha presentato un’interrogazione urgente a risposta scritta sul progetto, chiedendo al presidente di Giunta: il costo complessivo del progetto, i criteri secondo i quali è stato affidato ad associazioni “come Arcigay o a movimenti di esplicito orientamento omosessualista” e come mai non sono state interpellate le associazioni dei genitori (a fine pagina anche questo documento).

E’ disponibile inoltre un “vademecum di autodifesa per i genitori” scaricabile dal sito di Manif pour tous dove si indica passo passo come selezionare le scuole a cui iscrivere i figli, come monitorare il sito dell’istituto scolastico e come convocare “riunioni informali” ai primi sintomi di progetti antiomofobia, fino ad arrivare alle raccomandate di protesta e segnalazione ai vari dirigenti scolastici di ogni ordine e grado.

I loro obiettivi: (un estratto dal loro sito, tranne i commenti fra parentesi che sono nostri)

1) Garantire la libertà di espressione: con la proposta di legge Scalfarotto (non potendo più insultare le persone lgbt, loro ritengono che) si introduce il reato d’opinione, proprio dei governi a stampo totalitario.
2) Preservare Matrimonio e Famiglia… l’omogenitorialità è innaturale e se diventasse lecita sarebbe l’inizio della fine della stabilità generale, giacchè la “società verrà trasformata in una massa di individui”
3) Conservazione del “Sesso Biologico”
4) Quando l’ideologia diventa violenza (no ai militanti lgbt nelle scuole)

Chi sono:
Fondamentalisti ultraconservatori con la salvaguardia della famiglia tradizionale come obiettivo, vedono: nella teoria Gender l’origine culturale dello sfascio delle famiglie, nell’ “avanzata delle Lobby gay” il maggior pericolo della stabilità sociale, nelle leggi antiomofobia una violazione delle libertà di espressione costituzionali, nelle unioni civili l’inizio della fine della stabilità, giacchè la “società verrà trasformata così in una massa di individui”.

Cosa vogliono:
UN ESTRATTO DEL MANIFESTO DE LA MANIF POUR TOUS – ITALIA
A tutti gli uomini di buona volontà: risvegliamo le coscienze degli italiani!
Con la presentazione delle Proposte di Legge antiomofobia e transfobia e con l‘adozione della Strategia Nazionale per la prevenzione ed il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere (…) si è avviato il processo di demolizione della famiglia, con l’abbattimento di quei criteri legali, biologici e morali che ne assicurano la stabilità, i diritti e i doveri, e che la riconoscono come cellula fondante della società.
La base ideologica di tale processo risiede nella teoria Gender, secondo la quale l’identità sessuale della persona non è un dato naturale stabile e biologicamente determinato, bensì un dato mutevole, che viene sostituito con il concetto di genere, inteso come ruolo sociale fluido, culturalmente determinato e dipendente dalla propria sensibilità. (…)

Cosa stanno facendo:
L’avvenire 18 febbraio
L’avvenire 25 febbraio
Interrogazione in consiglio Regionale
Articolo su Italia domani dal Gruppo Consiliare Nuovo Centro Destra
Articolo gonews 25 febbraio

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