Il discreto fascino del peccato cibernetico

il pesantone rubrica azione gay e lesbica

Ora, sarò Pesantone quanto volete, ma diciamo che non sono proprio la Monaca di Monza.
Diciamo anche che nei miei studi (va, chiamiamoli così) sulla comunità gay, mi sono imbattuto nel magico e indiscretissimo mondo dei canali d’incontro per uomini online. E che dato un colpo al cerchio occupandomi del misteriosissimo mondo delle lesbiche, è giunto il momento di occuparsi del colpo alla botte, c’est à dire l’ òmini.
Ma facciamo ordine: tra i vari siti c’è quello di chiara matrice crucca che richiama l’amato di Giulietta, quello british che se non paghi nun ce poi fa nulla, quella app da giovini che nel nome mi ricorda tanto il verbo sgri(ndr)llettare ed una meravigliosa app per orsi, cub ed amanti della barba e del pelo libero (per cui non nascondo un mio caro apprezzamento dato il mio pool genetico).
E la cosa meravigliosa è che ci trovi chiunque in questi siti, in ordine: il tuo vecchio e decisamente bono supplente delle superiori, l’impiegato ammiccante delle poste, il conoscente alla lontana integralista cattolico, il conducente del 14 che parla di f*g* (e non è “fuga”) tutto il dì ed infine conoscenti di cui non avresti mai sospettato cotanta opulenza anatomica. Quando si dice il potere di internet ( e dei profili totalmente aperti)
Ma veniamo a quelli che sono veri e propri miti collettivi che si possono trovare su tali siti, primo fra tutti: il Versatile. Tale figura mitologica nella maggior parte dei casi dopo accurata intervista condotta con la massima osservanza della metodologia sociologica, se ne esce con preferenze ben precise. Peccato, e a noi, che il gioco dei quattro cantoni piaceva tanto.
Vi è poi il cosiddetto Manzone, uomo dall’avvenenza inaudita, che però siasemprelodataMilva nun je riesce de scrive’ frasi che non siano (cito) “ Kosa cerki? Kosa ti piace fare? A o P? ”. Non lo so, per esempio a me piace tantissimo il birdwatching nelle Oasi WWF o bestemmiare quando incappo in Settimo cielo.
Per non parlare dell’ Uomo senza volto, quello che privo di qualsivoglia foto, si lancia in voluttuosità poetico-letterarie alla richiesta di una sua foto (chessò, anche quella della cena delle medie) magicamente si disconnette in quel momento. Non ci sono più le connessioni internet di una volta.
Da notare anche la variante dell’Uomo senza volto detta Busto di Marcantonio, di cui si hanno reperti fotografici solo dal collo in giù (spesso molto apprezzabili) ma che su richiesta rivela un volto degno di Cerbero. Momenti di pura paura.
Inciso finale. Dopo questa rubrica forse non mi rivedrete per un po’, non so se il mio consorte apprezzerà i risultati della mia ricerca sociologica. Aiuto!

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial
Facebook
YouTube