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PETIZIONE CONTRO LA PROPOSTA DI LEGGE OMOFOBA IN UGANDA

http://www.avaaz.org/it/uganda_rights/?vl

o 15 Marzo 2009
Kampala, Uganda -
Tre cristiani evangelici americani, le cui teorie riguardo la "cura" degli omosessuali sono state ampiamente screditate negli Stati Uniti, arrivano nella capitale ugandese per presentare una serie di conferenze. Il tema dell'evento, come riportato dall'organizzatore Stephen Langa, era "Il piano gay: il programma oscuro e segreto" e la minaccia che gli omosessuali rappresenterebbero per i valori biblici e la tradizionale famiglia africana.
Per tre giorni, stando ai partecipanti e alle registrazioni, migliaia di ugandesi, compresi ufficiali di polizia, insegnanti e politici di livello nazionale, hanno ascoltato con trasporto gli interventi degli americani, che si sono presentati come esperti di omosessualità. I partecipanti hanno discusso su come rendere eterosessuali gli omosessuali, come spesso gli uomini gay sodomizzino i teenager e come "il movimento gay sia un'istituzione malefica" il cui obiettivo è "distruggere la società basata sul matrimonio e rimpiazzarla con una cultura di promiscuità sessuale.

Scott Lively, uno dei tre relatori, autore del discutibilissimo libro "La svastica rosa: l´omosessualità nel partito nazista"(un capolavoro revisionista contro gli omosessuali e l´olocausto) fa della battaglia contro la minaccia dell´omosessualità, la propria missione. L´Uganda (dove l´omosessualità era comunque già illegale e punibile con 9 anni di reclusione) attira la sua attenzione visto che, dichiara, si trova "sotto la forte pressione di gruppi omosessuali che vogliono addirittura decriminalizzare l´omosessualità, forti di una vittoria ottenuta nel dicembre 2008 dalla corte di giustizia che ha dichiarato incostituzionale discriminare gli omosessuali". Per questa sentenza, che Lively ritiene assurda, "gli omosessuali si sono fatti forza e vorrebbero ora godere degli stessi diritti degli altri ugandesi". A dargli una mano ci sono anche gli altri due relatori: Caleb Lee Brundidge che nel curriculum vanta di lavorare con un "ministro che riabilita omosessuali e lesbiche" , e Don Schmierer del Ministero Internazionale di Cura famoso per un "controverso processo di cura dell´omosessualità". L´organizzatore di questo incontro, l´ex elettricista ugandese diventato pastore Stephen Langa, ha successivamente promosso una raccolta di firme tra genitori preoccupati dell´opera di reclutamento secondo loro in corso nelle scuole del paese da parte di gay e lesbiche.

o 31 Marzo 2009
Kampala (Uganda)
Attivisti per i diritti degli omosessuali manifestano per chiedere la depenalizzazione dell´omosessualità e uguali diritti. Si tratta di un evento piuttosto raro in Uganda, Paese fortemente conservatore, scatenato dalle dimostrazioni di piazza dei giorni scorsi contro i gay, accusati di convertire i bambini all´omosessualità. "Siamo cittadini che rispettano la legge - ha detto l´attivista lesbica Jacqueline Masha - meritiamo uguali diritti e tutela legislativa e costituzionale". Sono meno di 20 gli omosessuali dichiarati presenti al raduno, quasi tutte lesbiche, vestite con i tradizionali abiti degli uomini ugandesi. Masha racconta degli insulti che le vengono rivolti, da `maiale´ a `inumano´ e `non-ugandese´, mentre altri partecipanti riferiscono di vessazioni subite da leader religiosi e cittadini comuni. Victor Mukasa racconta di essere stata denudata e derisa da un pastore e dalla sua congregazione, che cercavano di esorcizzarla. "Questo non mi ha impedito di continuare ad essere lesbica", dice. L´omosessualità è illegale in Uganda e può essere punita con condanne fino a sette anni di carcere. Le autorità di Kampala respingono le richieste degli attivisti. "L´Uganda è un Paese cristiano - ha detto il ministro per l´Etica, Nsaba Buturo - non crediamo nell´omosessualità. Amiamo i gay e gli omosessuali ma detestiamo le loro attività. Vogliamo aiutarli nella riabilitazione".

o Ottobre 2009
Dopo mesi di tensioni causate dal clima omofobo fomentato dalla conferenza dei tre americani, un allora sconosciuto parlamentare ugandese, David Bahati, presenta la legge anti-omosessuali. E´ così che la petizione si trasforma nella proposta di legge in discussione e che potrebbe entrare in vigore in Uganda entro la fine dell´anno ("Anti-Homosexuality Bill"). Il nuovo testo prevede pene fino all´ergastolo e, nel caso l´accusato abbia precedenti penali, sia malato di AIDS o la sua vittima risulti inferiore ai 18 anni, addirittura la pena di morte. Inoltre, ogni cittadino a conoscenza di "attività omosessuali" è tenuto ad informarne le autorità di polizia, pena il carcere fino a tre anni. Per i cittadini ugandesi residenti all´estero che si macchiassero di questo reato sarebbe poi richiesta l´estradizione. Bersaglio della legge non sono solo gli omosessuali, ma anche gruppi e associazioni che si battono per i diritti LGBT, i cui membri rischieranno pene detentive fino a sette anni.

o 6 Dicembre 2009
 Dalla Svezia arriva la prima vera presa di posizione: Di fronte ad uno stato che riceve gli aiuti internazionali e che si prepara ad una legislazione discriminatoria, la soluzione è semplice: smettere di elargire i finanziamenti ad una nazione che legittima l´omofobia. Fino ad allora non si era spinta a tanto né Hillary Clinton e tanto meno nessuno altro leader internazionale aveva dimostrato di avere le idee chiare in materia. Ci ha pensato Gunilla Carlsson, nome vichingo e fama non da meno, che parlando con Swedish Radio ha suggerito di ripensare all´assegnazione dei cinquanta milioni di dollari che ogni anno il governo svedese versa in aiuto dell´Uganda.

o 11 Dicembre 2009
 Il presidente ugandese Yoqwei Museveni, a seguito delle minacce economiche svedesi e alla preoccupazione internazionale, in occasione dell´approvazione della norma "anti omosessualità" si dice pronto a cambiare qualcosa del testo originale. Mitigandolo. Per gli omosessuali non ci sarebbe infatti più la pena di morte, ma la pena capitale verrebbe sostituita da programmi volti a "riabilitare" gli omosessuali.

o 13 Gennaio 2009
 Nairobi. Yoweri Museveni dichiara che non appoggerà (non che contrasterà) la proposta di legge per il crimine di "omosessualità aggravata. Dichiara che la proposta è stata promossa da un membro privato e di non avere avuto nemmeno il tempo di discuterne con il diretto interessato; che il governo e il suo partito (Movimento di Resistenza Nazionale) non c´entrano. "Questa è una questione di politica estera e dobbiamo discuterla in modo che non comprometta i nostri principi ma che tenga anche in considerazione i nostri interessi nei rapporti con l´estero". Il governo ugandese, posto di fronte al pericolo di perdere milioni in aiuti dall'estero, sta retrocedendo leggermente e intende sostituire la pena di morte con il carcere a vita o la riabilitazione, a secondo dei casi. Ma la battaglia è lontana dalla sua conclusione. L'Uganda sembra essere diventato un lontano fronte nella guerra culturale americana, con gruppi americani che militano da entrambe le parti: gli attivisti cristiani (che continuano a fare pressione per la pena di morte) e quelli gay, entrambi i gruppi contribuiscono con sostegni e contributi anche al più ampio dibattito sull'omosessualità in Africa. Intanto, i tre americani che sono intervenuti alla famosa conferenza del Marzo 2009 (Scott Lively, un missionario autore di numerosi libri contro l'omosessualità tra cui "7 passi per proteggere tuo figlio dall'arruolamento [gay]", Caleb Lee Brundidge, un ex-gay dichiarato che dirige dei "seminari di guarigione", e Don Schmierer, un membro di Exodus International la cui missione è "mobilitare il corpo di Cristo per dare grazia e verità a un mondo alterato dall'omosessualità") ora cercano di prendere le distanze dalla bomba che hanno innescato. Dall´altra parte, i sostenitori dei diritti gay in Uganda affermano che la visita dei tre americani ha contribuito a mettere in moto quello che potrebbe essere un ciclo pericolosissimo. I gay ugandesi raccontano un mondo fatto di pestaggi, ricatti, minacce di morte ("muori sodomita!" scritto sulle loro case), costanti persecuzioni e persino i cosiddetti "stupri correttivi".

o 4 Febbraio 2010
 Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha definito "odiosa" la proposta di legge in discussione in Uganda in cui si prevede la condanna a morte per i casi di "omosessualità aggravata". "Possiamo non essere d´accordo sul matrimonio gay, ma di certo siamo d´accordo che è assurdo colpire i gay e le lesbiche per quello che sono, sia che questo avvenga qui, negli Stati Uniti o... in modo più estremo, con le leggi odiose che sono state di recente proposte in Uganda", ha dichiarato Obama nel suo intervento al National Prayer Breakfast, un appuntamento annuale bipartisan che si svolge a Washington e che vede la partecipazione di deputati ed esponenti religiosi.

o 10 Febbraio 2010
La posizione della chiesa anglicana in Uganda

Il "The Episcopal Cafe" ha pubblicato una copia del comunicato stampa rilasciato da Mons. Henry Luke Orombi (l'Arcivescovo della Chiesa anglicana dell´Uganda) che chiarisce definitivamente la posizione della Chiesa sul tema della legge Anti-gay, attualmente in fase di valutazione.
La Chiesa Ugandese non approva il disegno di legge e ritiene che la pena capitale non sia necessaria. Tuttavia, appoggia fortemente determinati punti della legge, che servirebbero a raggiungere ugualmente l´obbiettivo condiviso dalla Chiesa stessa, ovvero la repressione dell´omosessualità: aumentare il periodo di detenzione di gay ugandesi e negare loro anche i diritti civili fondamentali. Non dichiarano ne smentiscono di sostenere l´ergastolo.
Di particolare rilievo alcuni punti che troviamo nel comunicato.

 "Apprezziamo in particolar modo gli obiettivi del progetto di legge che mirano a:
a) prevedere il matrimonio quale contratto esclusivo tra uomo e donna;
b) vietare e sanzionare relazioni e/o pratiche omosessuali  in Uganda, in quanto costituiscono una minaccia per la famiglia tradizionale;
c) vietare la ratifica di tutti i trattati internazionali, convenzioni, protocolli, accordi e dichiarazioni che sono in contrasto o incompatibili con le disposizioni della legge;
d) vietare la concessione di licenze ad organizzazioni che promuovono l'omosessualità.
...
Affermiamo la necessità di un nuovo progetto di legge, alla luce delle lacune esistenti nella legislazione vigente, in particolare le sezioni 145-148 del codice penale Act (Cap 120), che non affrontano esplicitamente gli altri problemi connessi con la pratica omosessuale come gli appalti, le assunzioni e la diffusione della letteratura...
...
Dato che il Parlamento desidera migliorare l´attuale legislazione, consigliamo che i seguenti aspetti vengano presi in considerazione:
...
2. Un divieto che non dia spazio a interpretazioni e che rafforzi l'attuale codice penale per tutelare il figlio maschio, soprattutto dallo sfruttamento omosessuale; a vietare lesbismo, bestialità, e altre perversioni sessuali, e di vietare l'acquisto di materiale e la promozione dell'omosessualità come se fosse uno stile di vita normale e alternativo da adottare.

o 16 Febbraio 2010
 Oltre 4000 Ugandesi, sostenitori della legge anti-gay, hanno preso parte ad una manifestazione presso la città di Jinja, contro il presidente Usa Barack Obama e le sue dichiarazioni, e contro tutti coloro che si dichiarano a favore dell´omosessualità. I manifestanti hanno criticato il presidente degli Stati Uniti per le dichiarazioni recenti contro il disegno di legge anti-gay, consigliando negli slogan, di non immischiarsi nelle loro questioni di stato.

o 17 Febbraio 2010
 Un prete ugandese ha proiettato un film porno gay ai suoi fedeli per mostrargli "gli orrori della loro perversione" con tanto di fermo immagini. "Qua c'è un uomo che mangia il pene di un altro uomo". Un Pastore anglicano anti gay e favorevole alla proposta di legge presentata in Uganda che prevede la pena di morte per casi estremi di omosessualità, ha proiettato oggi un film porno in una gremita chiesa di Kampala, per mostrarne - a suo dire - gli "orrori di tale perversione". Riferendosi poi alle dichiarazioni del presidente Usa Barack Obama e del segretario di Stato Hillary Clinton, che hanno preso decise posizioni contro la proposta di legge, ed in generale contro le norme antigay, il pastore ha detto: «È questo che vogliono? Barack, le cui origini sono africane, ha dimenticato che in Africa la sodomia è considerata un abominio?». Ha poi spiegato in dettaglio al pubblico (oltre 300 persone) quanto si vedeva nel film. Ad un certo punto ha fermato un'immagine e ha spiegato: «Vedete, qui c'è un uomo che mangia il pene di un altro uomo: è questo che Barack vuole?». In precedenza, il Pastore aveva proposto che i nomi degli omosessuali fossero pubblicati su tutti i giornali, e quindi ha concluso dicendo: «Speriamo che la legge passi entro il 4 aprile: sarà il regalo di Pasqua per tutti gli ugandesi». Attualmente in Uganda sono previste pene fino all'ergastolo per l'omosessualità, anche se poco applicate. La proposta di pena di morte pare avere poche possibilità di essere approvata, soprattutto dopo la levata di scudi internazionale.